Cloud ibrido: i trend da tenere d'occhio nel 2022

Se dovessimo scegliere una sola parola per capire dove si dirigerà il cloud ibrido nel 2022 sarebbe “ovunque”. Il cloud ibrido sta ottenendo un ruolo sempre più importante, soprattutto grazie alle aziende che continuano ad accelerare i loro piani di trasformazione digitale. Circa la metà delle imprese ha provveduto a migrare i propri dati su cloud e le rimanenti stanno valutando di farlo entro la fine di quest’anno. La maggior parte delle organizzazioni sta adottando una strategia di cloud ibrido o multi-cloud per preservare la sicurezza aziendale. 

 

Tuttavia sostenere che il cloud ibrido sia “ovunque” non è abbastanza, per questo abbiamo individuato quattro tendenze del cloud ibrido da tenere d'occhio nel 2022. 

 

 Cloud ibrido e edge computing

Le definizioni di cloud ibrido sono soggette a variazioni, ma in genere si riferiscono a una combinazione di cloud pubblico, cloud privato e/o infrastruttura bare-metal. Il cloud ibrido non riguarda più solo cloud pubblici e cloud ospitati da un'organizzazione nel proprio datacenter ma si estende fino ai margini di un'infrastruttura informatica in cui i dati vengono raccolti e utilizzati. In poche parole cloud ibrido e edge computing si stanno lentamente fondendo, creando qualcosa di unico e innovativo che prende il meglio da entrambi. In questo modo ci sarà un’elaborazione più accurata e dei flussi di dati gestiti in modo molto più efficiente. 

 

Container: i nuovi “must have”

Dove ci sono cloud ibridi ci sono probabilmente container, delle vere e proprie piattaforme che forniscono un modo agile e portatile per distribuire e gestire applicazioni di virtual computing nel cloud. Con un container un carico di lavoro può essere eseguito su diversi cloud e persino in distribuzioni ibride in locale. Già nel 2021, il 42% degli sviluppatori ha affermato che le proprie organizzazioni utilizzano container; visto che permettono di rifattorizzare o riadattare le strategie cloud per concentrarsi su tecnologie più native per quest’anno la previsione è che almeno il 50% inizierà a farne uso.  

 

In questo podcast il CTO del Polo Digitale, Stefano Torelli, spiega come proteggere i dati aziendali dai rischi che si corrono tutti i giorni.

 

Una portabilità economica

Uno dei principali problemi che impediscono alle organizzazioni di sfruttare al massimo il cloud ibrido riguarda la portabilità. I vantaggi della portabilità sono facili da individuare ma è solo grazie al loro raggiungimento che le aziende possono avere un obiettivo chiaro. Le aziende devono investire tempo e risorse per garantire che il loro ambiente tecnologico ottenga tutti i vantaggi del cloud ibrido, cosa che non accade se si sfrutta male la portabilità. Spesso è "economico" spostare i dati in un cloud ma, indipendentemente da ciò, i costi di uscita dei dati giocheranno un ruolo più importante nella strategia del cloud ibrido. 

 

Un controllo centralizzato per un IT distribuito

Il mondo del lavoro sta cambiando. Le organizzazioni si scorporano sempre più spesso in diverse sedi ed ambienti, portando con sé non solo persone ma anche il portafoglio IT aziendale. Per questa ragione, l'espansione delle strategie di cloud ibrido e multi-cloud raddoppia la necessità di una gestione forte e di un'ottimizzazione continua. I leader dovrebbero spingere verso una piattaforma che fornisca alle persone il controllo su ambienti e servizi e che, al tempo stesso, possa integrare più prodotti e soluzioni in un'unica fonte per la gestione e il controllo dell'intera infrastruttura. 

 

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