Augmented Reality: benvenuti nel futuro

Se si parla di innovazione non si può non citare la realtà aumentata, tema caldo per tutti gli appassionati di tecnologia. Negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e non sembra più appartenere a un futuro lontano. Sono tantissime ormai le modalità tramite le quali servirsene nella vita di tutti i giorni grazie a dispositivi e applicazioni di ogni genere che ne hanno sviluppato la funzionalità.  

 

Augmented Reality: facciamo chiarezza 

Per Augmented Reality si intende quella serie di tecniche che aggiungono elementi virtuali alla realtà, servendosi dell’ausilio di dispositivi come smartphone, pc o wearables. Si possono integrare riproduzioni di soggetti esistenti, immagini o informazioni, con l’obiettivo di renderne la fruizione più immediata ed intuitiva. Grazie alla possibilità di visualizzarli in tempo reale e immersi nel contesto intorno a sé, è come se ne facessero davvero parte. 

Esistono due tipologie diverse di funzionamento per attivare la realtà aumentata: la prima utilizza un marker, cioè un’immagine da inquadrare con il dispositivo utilizzato che lo aiuta a decifrare il contenuto da rappresentare; la seconda ne fa a meno. Senza marker, gli elementi vengono visualizzati nel contesto di riferimento in maniera più libera e comoda, senza i limiti dettati dal simbolo codificante. 

Queste tecnologie esistono già da diversi anni ma solo negli ultimi hanno raggiunto un livello sufficiente a permetterne la diffusione e l’utilizzo sia nella vita di tutti i giorni che in campo commerciale. L’AR spesso viene confusa con la realtà mista, ma quest’ultima si differenzia per una caratteristica fondamentale: l’effettiva coesistenza tra mondo fisico e virtuale. Con la mixed reality, parti concrete e fittizie interagiscono tra loro e non solo: il corpo umano diventa vero e proprio strumento grazie al quale prendere parte attiva all’esperienza.

Questa peculiarità la rende senza dubbio una tecnica più promettente ma anche, per ora, meno popolare; si dovrà aspettare ancora del tempo perché diventi mainstream come invece già accade per quella aumentata. Questi avanzamenti digitali aiuteranno l’essere umano in molti modi diversi: dalla terapia psicologica in AR ai nuovi sistemi di acquisto a distanza post-pandemia. I campi di applicazione sono infiniti e, grazie alla visione di menti rivoluzionarie, il concetto di realtà non sarà più lo stesso. 

 

Turisti (non) per caso  

La prima cosa che i più immaginano quando si parla di AR è l’impiego che se ne fa con il sistema di mappe virtuali di cui, ormai, è difficile fare a meno. Tra le più conosciute ci sono Google Maps e Apple Maps ma anche Waze, Maps.me, HERE WeGo e Navmii non sfuggono alla notorietà. Il segreto del loro successo sta nella comodità, velocità e semplicità di utilizzo che le caratterizzano; queste applicazioni ci consentono di capire sempre dove ci si trovi e quanto tempo sia necessario per raggiungere qualsiasi luogo si desideri. Se si pensasse più in grande, questi mezzi integrati alla realtà aumentata potrebbero fare molto di più.  

Nel 2019 Google Maps ha rilasciato la funzione Live View, con la quale è possibile orientarsi inquadrando ciò che si trova attorno a sé; le frecce perdono la loro classica bidimensionalità, mostrando all’utente la strada da percorrere senza bisogno di decifrare la mappa in alcun modo. Anche se meno diffusa, la navigazione indoor non fa differenza: Live View può essere sfruttata anche per muoversi all’interno di aeroporti, centri commerciali e simili. Ovviamente, Apple Maps non si è lasciata sfuggire l’occasione di sviluppare qualcosa che vi somiglia molto: con il semplice utilizzo del proprio telefono, si è guidati step-by-step nella direzione giusta.  

In futuro arriveranno senz’altro applicazioni capaci di “raccontare” quello che vediamo tramite le lenti del nostro smartphone: informazioni su centri d’interesse, ristoranti e attività commerciali verranno visualizzati soltanto riprendendo ciò che abbiamo davanti. Di simili ne esistono già alcune, ma la vera rivoluzione si fa attendere: da novità per pochi, con un po’ di pazienza, questo nuovo modo di muoversi diventerà normalità.  

Tra quelle che possono già essere provate c’è TabUi: con questa applicazione, tramite lo schermo dello smartphone, è possibile visualizzare informazioni su monumenti, città, percorsi e punti d’interesse soltanto inquadrandoli. Anche PeakFinder App permette di esplorare il territorio circostante, sovrapponendo grafiche ad hoc e immagini reali sullo schermo per poter dare un nome a tutte le montagne davanti a sé. 

Molte sono le organizzazioni che si sono servite della realtà aumentata per migliorare l’esperienza dei propri visitatori, anche dal punto di vista dei più piccoli. Le attrazioni AR sono, infatti, un ottimo modo per unire divertimento e informazione, con il classico fascino suscitato dalla novità. 

 

Opporsi al cambiamento, ora più che mai, è controproducente. Al contrario, sapersi adattare è il primo, grande passo per affrontare con successo il mondo che verrà. Ne parla in questo podcast il nostro CEO Nicola Boni intervistato da Marco Martignoni, Member of Board del Polo Digitale. 

 

I wearables: ritorno al futuro! 

Il film di “Ritorno al Futuro II”, visto con gli occhi di chi quel futuro lo sta vivendo, risulta un po’ anacronistico: il presente nella vita reale, immaginato con macchine volanti e oggetti dalle mirabolanti funzioni, sembra quasi senza senso. Chi avrebbe mai immaginato vent’anni fa, però, che sarebbero esistiti piccoli computer da polso, in grado anche di telefonare, o cuffiette senza fili per ascoltare la musica? Le novità a volte possono sembrare sogni irrealizzabili, ma meglio accoglierle senza timori: il progresso è in grado di stupire anche i più scettici. 

Per ora, tra le innovazioni disponibili e in commercio, si può ritrovare oggettistica con funzioni di realtà aumentata come i visori per immergersi in vere e proprie esperienze virtuali e occhiali digitali in grado di tradurre brevi testi, scattare immagini e restituire informazioni in AR attraverso le lenti. Non si può dire abbiano raggiunto il grande pubblico, ma di certo il loro è un mercato in forte crescita e dalle brillanti prospettive. Tra il 2023 e 2024 si sussurra siano in arrivo due grandi novità: il visore Apple per la realtà aumentata e virtuale e il “Project Iris” di Google. Di quest’ultimo non si sa ancora molto ma si tratterebbe, anche in questo caso, di un visore per la realtà mista/aumentata, frutto del lavoro di un team di circa 300 persone.  

Oltre ai classici visori e occhiali, c’è chi si è spinto anche oltre: i brand Mojo Vision e Innovega hanno lanciato i loro prototipi di lenti a contatto smart, piccoli display che arricchiscono la vista di informazioni e dati in tempo reale. Entrambe le società, però, hanno riscontrato problemi nella produzione di queste lenti causati dall’estrema delicatezza del prodotto, dalla zona di applicazione e dai permessi necessari alla messa in commercio di un dispositivo medico per il quale servono lunghi periodi di test e certificazioni che ne garantiscano la sicurezza. 

Si tratta in ogni caso di un’idea rivoluzionaria e questo è dimostrato dal grande interesse che sta suscitando sul mercato. Numerose sono le realtà che stanno investendo in questi progetti per via dell'impatto che potrebbero avere sulla società. Dai non-vedenti agli sportivi, dal settore retail a quello automobilistico, la possibilità di visualizzare informazioni davanti ai propri occhi e a mani libere trasformerebbe in modo decisivo le abitudini delle persone. 

Le sfide di questa nuova tecnologia sono tante, ma il futuro è in AR. Non sembra di viaggiare alla velocità della luce? 

 

Nuove esperienze di acquisto in realtà aumentata  

La pandemia negli ultimi anni ha stravolto lo stile di vita delle persone e l’adeguamento alla new normality non è stato un percorso semplice. Per fortuna la tecnologia ha rappresentato un’ancora di salvezza sia dal punto di vista psicologico che economico: non si è reso più necessario uscire di casa per vedere un amico o acquistare qualcosa. Proprio la vendita in rete ha aiutato tante aziende a non crollare sotto il peso della quarantena e del distanziamento sociale, finendo per diventare un asset strategico permanente per molti business.  

L'attuale contesto socio-economico, infatti, impone alle attività commerciali una massiva e costante presenza online perché le persone spendono la maggior parte del proprio tempo libero sul web. Per questo, anche il mondo degli e-commerce ha dovuto potenziarsi ed evolvere per offrire le migliori esperienze di navigazione e acquisto agli utenti. Uno dei vantaggi dell’in-store purchase, rispetto allo shopping da remoto, è la possibilità di provare, toccare, osservare da vicino il prodotto di interesse. In questo, la realtà aumentata è di grande aiuto per il consumatore e per i brand stessi: molti sono i marchi che permettono di visualizzare la merce sfruttando i sistemi AR. E nonostante fossero già presenti da anni, queste funzionalità hanno raggiunto negli ultimi tempi enorme notorietà per via dei recenti sviluppi storici.   

Dal bisogno alla soddisfazione del bisogno in un attimo: Nike ha ideato Nike Fit, un’applicazione che mappa la struttura morfologica del piede riprendendosi con lo smartphone e guida l’acquirente alla scelta della calzatura più idonea e comoda. Sephora propone Virtual Artist, tramite la quale è possibile testare prodotti make-up sul proprio viso, sia in-store che da e-commerce. IKEA Place, invece, permette di collocare virtualmente i mobili dell’azienda svedese direttamente a casa, così da verificarne la resa prima di inserirli nel carrello.  

Nel settore moda, molte aziende (Dior, Prada, Gucci e Farfetch, solo per citarne alcune) scelgono di appoggiarsi a Snapchat, social grazie al quale le persone possono indossare virtualmente capi d’abbigliamento tramite i filtri try-on, per poi essere sapientemente guidati dalle CTA all’acquisto del prodotto. 

 

AR per una guida comoda e sicura 

Il mondo delle automobili è in una fase di grande stravolgimento: sempre più case di produzione si stanno spostando verso un'idea di auto elettrica, più smart ed ecologica. Molti marchi come BMW, Audi e Range Rover hanno scelto di affidarsi alle tecniche di realtà aumentata, le quali porteranno a un’evoluzione in termini di sicurezza in strada e comodità alla guida. Anche in questo caso non si tratta di scoperte recenti ma, per arrivare alla commercializzazione delle nuove tecnologie su veicoli di serie, si è dovuto aspettare fino ad ora.  

Il principale sistema AR utilizzato è quello dell’Head Up Display, abbreviato in HUD, ovvero un impianto che riporta direttamente sul parabrezza dell’auto indicazioni sulla velocità, sul traffico e molto altro. Originariamente pensato per gli aerei ad uso militare, l’HUD mostra tutto ciò che si deve sapere mentre si guida e senza dover mai abbassare lo sguardo. Questo, per ovvi motivi, influisce positivamente sia sulla comodità che sull’attenzione del guidatore, abbassando il rischio di incorrere in incidenti. 

Il meccanismo del dispositivo funziona grazie a una Picture Generation Unit, formata da due specchi piatti e delle lenti sulle quali vengono proiettati dei raggi LCD. Una volta riflessi, questi ricreano immagini apparentemente a distanze diverse dagli occhi di chi le guarda e immerse nella realtà circostante. Range Rover ha ideato ClearSight Ground View, che rende visibile sul display interno il suolo sotto la vettura in tempo reale fino ad una velocità di 30km/h, utilissimo in situazioni di guida fuori strada e in città per evitare cordoli durante la marcia o il parcheggio. Nel 2018 Volkswagen ha presentato al Salone di Ginevra la sua ID.Vizzion, auto che oltre al sistema HUD integra un sistema di guida avveniristico: non è dotata infatti di volante ed è in grado di condurre a destinazione in maniera autonoma. Il conducente può inoltre controllare le funzioni dell’auto tramite la realtà mista, utilizzando gesti delle mani a lui familiari. Questa macchina, che sembra provenire da un altro pianeta, dovrebbe entrare in produzione quest'anno per poi essere commercializzata.  

 

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